CONTRATTO DI COMPRAVENDITA

L’originale è visibile qui:   http://www.strarete.it/fattura/compravend.htm   

            DEFINIZIONE

                       

  OBBLIGHI

           

  CLAUSOLE ACCESSORIE

                       

  DOCUMENTI

                                    Documento di trasporto

Fattura

Obblighi ed esoneri

Contenuto della fattura

                                                            Contenuto

                                                           Parti della fattura: descrittiva e tabellare

                                                                             Modelli

Calcoli

Iva in fattura e base imponibile

                                                Esposizione Iva in fattura

Fatture con più aliquote

                                                            Sconti e abbuoni

                                                            Arrotondamenti

Tipi di Fattura

Fattura immediata

Fattura differita

Altri tipi di fatture

                                                                        Fattura integrativa

                                                                                                Autofattura

                                                                                                                Scheda carburante

                                                                                                Fattura pro-forma

                                                                                                Parcella

                                                                                                Note di variazione

note di accredito

note di addebito

                                    Ricevuta fiscale

                                    Scontrino fiscale

           

REGISTRAZIONE E CONSERVAZIONE

                        Fatture

                                    Obbligo di conservazione

                                                Corrispettivi

Termini e modalita’ di registrazione

                                                Ventilazione dei corrispettivi                     

 

 

CONTRATTO DI COMPRAVENDITA

CONTRATTO DI COMPRAVENDITA: Definizione

contratto avente per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o di un altro diritto reale verso il corrispettivo di un prezzo. Si tratta di un contratto consensuale ( si perfeziona con il consenso delle parti), traslativo ( attua il passaggio della proprietà di una cosa o della titolarità di un diritto da un soggetto a un altro), a titolo oneroso ( comporta un onere per ciascuna delle parti che è la perdita del bene e il pagamento del prezzo).

La forma puo’ essere sia scritta, sia verbale e puo’ riguardare sia un bene materiale che un bene immateriale.

CONTRATTO DI COMPRAVENDITA: Obblighi

Con il contratto di compravendita sorgono degli obblighi per il compratore e il venditore.

Gli obblighi del venditore riguardano:

  • ·la consegna della merce secondo le condizioni stabilite
  • ·la garanzia da vizi e difetti occulti
  • ·la garanzia dell’evizione

Gli obblighi del compratore riguardano:

  • ·il ritiro della merce secondo le modalità contrattuali
  • ·il pagamento del prezzo come convenuto.

 

CONTRATTO DI COMPRAVENDITA: Clausole accessorie

Ulteriori elementi, oltre a quelli essenziali (consenso, merce venduta, prezzo)  configurano meglio gli aspetti collegati alla esecuzione del contratto; si tratta, in particolare, di clausole relative a:

1.Tempi, modalità, luogo di consegna e trasporto

2.Imballaggio

3.Tempi, modalità e luogo di regolamento del prezzo 

Le clausole accessorie

Clausole di consegna Consegna immediata Consegna pronta Consegna differita  
Clausole di trasporto con mezzi del venditore con mezzi del compratore a cura di un vettore, “Porto franco a cura di un vettore,Portoassegnato
Clausole del luogo di consegna Consegna franco magazzino venditore (F.M.V.) Consegna franco magazzino compratore (F.M.C.)    
Clausole di imballaggio Imballaggio gratuito Imballaggio fatturato a parte Imballaggio a rendere  
Clausole del tempo di pagamento
Anticipato Immediato

A pronti

Differito
Clausole delle modalita’ di pagamento
Euro o moneta estera Mezzi alternativi alla moneta    
Clausole del luogo di pagamento
Su piazza Fuori piazza    

 1         MODALITA’  DI CONSEGNA

La consegna non sempre avviene nel momento in cui si conclude il contratto: i contraenti, infatti,

possono prevedere tempi diversi che sono identificati da clausole specifiche.

Clausole di consegna

Consegna immediata

Consegna pronta

Consegna differita

Il venditore deve consegnare la merce al momento della conclusione del contratto

Il venditore deve consegnare la merce entro qualche giorno dal momento della conclusione del contratto Il venditore deve consegnare la merce entro qualche giorno dal momento della conclusione del contratto

 

MODALITÀ DI CONSEGNA

La modalità di consegna si riferisce al passaggio materiale dei beni dal venditore al compratore e, di conseguenza, alla scelta del soggetto che effettua il trasporto.

Clausole di trasporto
con mezzi del venditore con mezzi del compratore a cura di un vettore, con clausola “Porto franco a cura di un vettore, con clausola Portoassegnato
Il venditoreprovvede al trasporto con mezzi propri; può addebitare

un importo a titolo di rimborso spese se il trasporto è a carico del compratoreIl venditoredeve tenere pronta la merce per farla ritirare dal

compratore con i mezzi da lui predisposti

Il venditore affida il trasporto a un vettore al quale è tenuto a pagare anticipatamente il prezzo del trasporto:

– se il trasporto è a suo carico il prezzo corrisponde al costosostenuto per il trasporto;

– se, invece, il trasporto è a carico del compratore, egli si farà rimborsareda questi l’importo anticipato al vettore per suo contoIl venditore affida il trasporto a un vettore e  può spedire le merci senza dover pagare anticipatamente alcun compenso al vettore, sara’ il compratore a pagarlo.

 

LUOGO DI CONSEGNA

Il luogo di consegna stabilisce il momento del  passaggio di proprietà delle merci (se beni mobili), nonche’ le responsabilità e i costi legati al trasporto:

– il venditore sostiene i costi di trasporto e i rischi di eventuali danni fino al luogo della consegna, dove avviene il passaggio di proprietà

– il compratore, a sua volta, sostiene  i costi di trasporto e i rischi di eventuali danni dal luogo di consegna fino al proprio magazzino, dal momento che ha assunto la proprietà delle merci consegnate.

Le clausole relative al luogo di consegna sono diverse e si differenziano anche con riferimento al mezzo di trasporto utilizzato.

Clausole di luogo di consegna

Consegna franco magazzino venditore (F.M.V.) Consegna franco magazzino compratore (F.M.C.)
Il venditore  e’ tenuto a consegnare le merci presso il proprio magazzino. Gli oneri e i rischi del trasporto sono a carico del compratore Il venditore  e’ tenuto a consegnare le merci al magazzino del compratore: gli oneri e i rischi del trasporto sono a suo carico

 

 

2. IMBALLAGGIO

L’imballaggio è, in generale, l’involucro che si utilizza per proteggere e conservare le merci negli spostamenti, dal momento in cui sono prodotte fino a quando vengono acquistate dai consumatori. La confezione e’ l’involucro iniziale che protegge le merce e che individua il prodotto,l’imballaggio in senso stretto (o di secondo livello) e’ il cartone o altro contenitore di più confezioni, l’unità di carico e’ un container o un’altra unità che contiene più imballaggi di secondo livello.

Le clausole più comuni che si riferiscono all’imballaggio mettono in evidenza le conseguenze sui contraenti.

Clausole di imballaggio

Imballaggio gratuito Imballaggio fatturato a parte Imballaggio a rendere
Il venditore cede l’imballaggio, che diventa di proprietà del compratore, ma non richiede supplementi di prezzo al compratore Il venditore cede l’imballaggio, che diventa di proprietà del compratore, richiedendo un prezzo aggiuntivo rispetto a quello pattuito per le merci Il venditore non cede l’imballaggio, che dovrà essere restituito; può,

invece, richiedere una cauzione, cioè una somma di denaro a titolo di garanzia per l’eventuale mancata restituzione

 

3. TEMPO, MODALITA, LUOGO DI PAGAMENTO

 

TEMPO DI PAGAMENTO

Clausole del tempo di pagamento
Anticipato Immediato

A pronti

Differito
Il venditore riceve il pagamento del prezzoprima della consegna della merce Il venditore riceve il pagamento del prezzo al momento della consegna della merce

Il venditore riceve il pagamento del prezzoentro pochi giorni dalla consegna della merceIl venditore riceve il pagamento del prezzosuccessivamente alla consegna della merce: in questo caso il venditore può richiedere esplicitamente il pagamento dell’interesse per l’importo dilazionato (ricavo)

MODALITÀ DI PAGAMENTO

 

Clausole delle modalita’ di pagamento

Euro o moneta estera

Mezzi alternativi alla moneta

Il venditore riceve euro o altra moneta estera in pagamento Il venditore riceve mezzi alternativi alla moneta in pagamento (ad esempio un assegno bancario)

 

 

LUOGO DI PAGAMENTO

 

Clausole del luogo di pagamento
Su piazza Fuori piazza
Il pagamento deve essere ricevuto sulla piazza (sede) del compratore o del venditore Il pagamento viene ricevuto su di una piazza diversa rispetto alle precedenti

 

 

COMPRAVENDITA: DOCUMENTI

Nella fase delle trattative tra i due futuri contraenti che precedono la conclusione del contratto di compravendita vengono emessi i seguenti documenti:

Offerta
Ordine d’acquisto 
Conferma d’ordine

Nella fase di esecuzione del contratto il venditore deve emettere alcuni documenti a norma di legge

Documento di trasporto
Fattura
Ricevuta fiscale
Scontrino fiscale

 

FATTURA: documento emesso, in duplice esemplare, dal soggetto che effettua la cessione di beni o la prestazione di servizi per tutte le operazioni che rientrano nel campo di applicazione dell’IVA , siano esse imponibili, non imponibili o esenti.

DOCUMENTO DI TRASPORTO: Documento comprovante il trasporto della merce dal luogo di carico fino alla destinazione finale; è diversificato a seconda del tipo di vettore utilizzato

RICEVUTA FISCALE: documento sul quale si attestano le prestazioni effettuate e l’importo versato dai beneficiari di tali prestazioni. E’ prevista in via obbligatoria, quale strumento di controllo fiscale, per alcune categorie di contribuenti che effettuano specifiche cessioni di beni e/o prestazioni di servizi.

SCONTRINO FISCALE: documento fiscale, stampato da macchina elettrocontabile detta misuratore fiscale o registratore di cassa, che deve essere rilasciato da particolari categorie di contribuenti, per rendere immediato il controllo da parte degli organi dell’Amministrazione Finanziaria.

  

I DOCUMENTI DEL CONTRATTO DI COMPRAVENDITA

Documento di trasporto
Fattura
Ricevuta fiscale
Scontrino fiscale

 

 

Documento di Trasporto (DDT)

Il Documento di Trasporto è il documento che accompagna i beni durante il trasporto,  dal luogo di origine a quello di destinazione, quando la fattura è emessa in data successiva a quella di consegna della merce (fattura differita), o quando lo spostamento dei beni avviene per alcuni fini diversi dal trasferimento della proprieta’(per es. lavorazione, deposito, comodato, ecc.).

Può non essere emesso se la merce viaggia scortata da idoneo documento fiscale.

Lo schema del documento è libero, ma deve comunque contenere i seguenti elementi:

  • ·la data di emissione e il numero progressivo attribuito;
  • ·i dati identificativi del venditore (cioè nominativo o ragione sociale, indirizzo e numeri di partita IVA, codice fiscale e iscrizione al Registro delle imprese);
  • ·i dati identificativi del compratore (cioè nominativo o ragione sociale e indirizzo);
  • ·la natura, qualità e quantità dei beni trasportati;
  • ·generalita’ della ditta incaricata del trasporto, nel caso venga fatto da un vettore;
  • ·la data di effettiva consegna della merce, se questa avviene successivamente alla data di emissione del DDT.

L’indicazione della causale del trasporto è obbligatoria solo nel caso in cui sia diversa da “Vendita”, ad es. Conto Lavorazione, Conto Riparazione, ecc.

Se il documento di trasporto e’ correlato a un ordine del cliente, il ddt deve menzionare gli estremi dell’ordine (numero e data)

I documenti di trasporto devono essere emessi in due esemplari, o in tre se il vettore e’ un’azienda terza rispetto a venditore e acquirente, anche se, per ragioni organizzative della ditta venditrice, sono ammesse anche copie supplementari. Quando il vettore e’ un’azienda di trasporto esterna significa che il venditore, in suo nome o per conto del compratore, ha stipulato un contratto di trasporto, cioe’ un  contratto mediante il quale una parte, detta vettore, si obbliga a trasferire le cose da un luogo ad un altro, entro un determinato tempo stabilito nel contratto e dietro corrispettivo. Il vettore compie il trasporto per conto di una persona (mittente) e si obbliga a consegnare le cose ad altra persona (destinatario)

La firma di chi ritira la merce, fatta sull’esemplare che rimane al venditore, non è obbligatoria, ma può rivelarsi molto utile nel caso di contestazioni  tra le parti o in una causa legale, in quanto attesta il ricevimento della merce da parte del compratore.

 

Fattura

La fattura è il documento fiscale obbligatorio redatto dal venditore e attestante l’esecuzione del contratto di compravendita e il diritto a riscuoterne il prezzo

 

Obblighi ed esoneri
Tutti i titolari di Partita Iva devono emettere fattura quando vendono un bene o prestano un servizio.

Ci sono tuttavia alcune esenzioni che operano a condizione che il cliente non richieda espressamente la fattura. Questi operatori hanno però l’obbligo di rilasciare al cliente altri documenti che servono al controllo fiscale, quali la ricevuta fiscale e lo scontrino fiscale.

Il venditore è esonerato dall’obbligo di emettere la fattura nei seguenti casi:

  • commercianti al minuto (emettono generalmente scontrino);
  • prestazioni alberghiere (emettono ricevuta);
  • agenzie di viaggio;
  • somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • autotrasporti di persone;
  • transito sulle autostrade;
  • agricoltori per beni di propria produzione;

Inoltre l’obbligo della fatturazione non esiste per le operazioni escluse (estranee al regime iva).

La fattura deve essere emessa il giorno dell’operazione distinguendo tre situazioni diverse:

  • cessione di beni immobili: il momento della stipulazione del contratto
  • cessione di beni mobili: il giorno della consegna o spedizione; se vi è il documento di consegna (DDT), la fattura può essere emessa  entro il 15 del mese successivo a quello di consegna o spedizione (fattura differita)
  • prestazione di servizi: il giorno in cui viene pagato il corrispettivo

Contenuto della fattura

La fattura deve essere emessa in due esemplari: l’originale, che va consegnato o spedito al cliente, e la copia che deve essere conservata dall’emittente (per un periodo non inferiore a 10 anni).

Il contenuto può essere redatto senza vincoli particolari (ad esempio i dati identificativi del venditore possono essere inseriti nello schema nel centro in alto, oppure sulla sinistra in basso),  ma deve contenere i seguenti elementi:

  • ·la data di emissione e il numero progressivo attribuito (che ad ogni inizio anno deve ripartire da uno);
  • ·i dati identificativi dell’emittente, che sono:

•      il nominativo o la ragione sociale, nel caso di società;

•      l’indirizzo;

•      il numero di partita IVA, il codice fiscale e l’iscrizione al Registro delle imprese;

  • ·i dati identificativi del compratore, che sono:

•      il nominativo o la ragione sociale, nel caso di società;

•      l’indirizzo;

  • ·il tipo di pagamento;
  • ·gli estremi dei documenti di trasporto, cioè data e numero progressivo dei DDT, se si tratta di fattura differita;
  • ·la natura, qualità e quantità dei beni ceduti;
  • ·il prezzo unitario dei beni e il prezzo complessivo (ottenuto moltiplicando quantità per prezzo unitario);
  • ·gli eventuali sconti e oneri accessori;
  • ·l’aliquota e l’ammontare dell’IVA;
  • ·il totale fattura, che costituisce l’importo totale a debito del compratore.

In particolare il contenuto della fattura e’ suddiviso in 2 parti: la prima descrittiva e la seconda tabellare

 

Parti della fattura

 
Parte descrittiva
Si tratta di una “descrizione” che fa da premessa alla parte tabellare
  • Dati identificativi del venditore;
  • Dati identificativi del compratore;
  • Data di emissione;
  • Numero della fattura;
  • Informazioni sulle principali clausole contrattuali e condizioni di vendita (non obbligatorio);
  • Eventuale riferimento al documento di trasporto.

Esempio n.1 parte descrittiva fattura

 

 

 

Esempio n.2 parte descrittiva fattura

 

 

Parte tabellare (o corpo della fattura)

Nella parte tabellare sono riportate informazioni di tipo quantitativo, collegate agli elementi essenziali e accessori del contratto e all’applicazione dell’Iva, che permettono di calcolare il totale della fattura, cioè l’importo che il compratore deve pagare.

La parte tabellare di una fattura può assumere forme diverse a seconda del numero di aliquote da applicare, ma in ogni caso le descrizioni e gli importi fanno riferimento:

1)       agli elementi essenziali del contratto di vendita, cioè alla descrizione della qualità e della quantità dei beni e all’inserimento del prezzo concordato, che permette di determinare l’importo complessivo del valore dei beni ceduti;

2)       agli importi collegati con le clausole accessorie del contratto, in caso di addebito nei confronti del

compratore;

3)       all’Iva che viene applicata sul valore dei beni principali e sugli oneri accessori imponibili: questi

ultimi corrispondono a beni accessori ceduti dal venditore insieme con i beni principali (ad esempio gli imballaggi) o a servizi prestati direttamente dal venditore (ad esempio trasporto a cura del venditore ma a carico del compratore), risultanti dalle clausole accessorie, che fanno parte della base imponibile.

Il contenuto della parte tabellare riguarda percio’:

  • Natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi forniti.
  • Prezzo unitario e importo della fornitura.
  • Sconti mercantili e costi accessori per definire la base imponibile (cioè l’importo sul quale si calcolerà l’IVA).
  • Totale imponibile, aliquota Iva e ammontare dell’imposta.
  • Importi esclusi o esenti da Iva, operazioni non imponibili (con la citazione dell’articolo relativo  del decreto Iva)
  • Totale della fattura (cioè l’importo complessivo dovuto dal compratore.

 

 

                                                        

Esempio n.1 parte tabellare fattura

 

 

 

 

Esempio n.2 parte tabellare fattura

 

 

Modelli di fatture

A partire dall’1 gennaio 2004 gli Stati dell’Unione Europea dovranno adeguare le regole di fatturazione ad un modello unitario, una fattura standardizzata, in modo da rendere piu’ agevole e comprensibile il confronto contabile fra soggetti passivi identificati, ai fini IVA, nei diversi paesi membri.

Per il momento permane una notevole serie di modelli possibili di fattura, acquistabili in negozio, oppure frutto di schemi aziendali redatti al computer (per esempio utilizzando word o excel), oppure stampati direttamente da un programma di fatturazione computerizzato.

Eccone alcuni esempi:

Esempio n.1

 

NOME AZIENDA

Indirizzo

CAP Città (Prov)

Codice fisc. / Partita Iva

 

FATTURA N. XX   DEL    XX.XX.XXXX

Spett.le

Azienda Cliente

Indirizzo

CAP Città (Prov)

Part. Iva

Pagamento

 
Rif. DDT  

Descrizione

Q.tà

Prezzo unitario

Importo

%Iva

         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         

Imponibile

   
Imposta Iva  
Totale fattura  

 

Esempio n.2

Nome Azienda            
Indirizzo            
Tel. / fax            
Partita Iva e nr. Registrazione Camera di commercio            
    Cliente        
   
 

Nr. Fattura                         del              Cod. cliente               Part.IVA/Cod.fisc.               Pagamento  Rif. DDT

Cod. articolo

Descrizione

Q.tà

Prezzo uni.

Sc.

Importo

Iva

Imponibile

Imposta IVA

TOTALE FATTURA

  Eur

 

  

Calcoli

Iva in fattura e base imponibile

L’Iva viene applicata sul valore dei beni principali e sugli oneri accessori imponibili.

Nella formazione della base imponibile:

1. innanzi tutto occorre individuare il valore dei beni principali, cioè le merci cedute,al netto di eventuali sconti incondizionati: tale importo è sempre soggetto a Iva;

2. in secondo luogo si deve controllare se le clausole accessorie danno luogo ad altri importi da addebitare in fattura, cioe’ oneri accessori, distinguendo le spese non documentate (soggette a Iva e quindi rientranti nella base imponibile) da quelle documentate (escluse) e identificando correttamente eventuali categorie di esclusione o esenzione.

3. infine occorre determinare una sola base imponibile per ciascuna aliquota e calcolare l’Iva.

 
Casi in cui l’Iva non si applica sono gli  importi esclusi e le operazioni esenti
importi esclusi (articolo 15 del decreto Iva) Spese documentate: si tratta di importi inseriti a titolo di rimborso spese per beni e/o servizi ceduti da terzi al compratore, dei quali il venditore ha pagato in anticipo e per conto del compratore il relativo prezzo risultante da un documento, solitamente un’altra fattura
  Imballaggi a rendere o altri importi richiesti a titolo di cauzione
operazioni esenti (articolo 10  del decreto Iva): sulle quali non si applica l’Iva, ma che devono essere fatturate.
  Attenzione: gli interessi per dilazione, pur riferendosi ad operazione esente, non sono soggetti a obbligo di fattura, a meno che questa non sia richiesta esplicitamente dal soggetto che ha ottenuto la dilazione, cioè il compratore.

 

Esposizione Iva in fattura

Ogni importo esposto in fattura si suppone imponibile e si deve tener presente che l’aliquota da applicare per gli oneri accessori è quella dei beni principali.

Gli importi non assoggettati all’Iva vanno giustificati indicando il titolo di non imponibilità o di esenzione (Cir. Min. 22.5.1981, n.18).

 

Fatture con più aliquote
Quando in una singola fattura si comprendono più beni ad aliquote diverse, gli elementi che compongono la fattura devono essere indicati distintamente  per ciascuna aliquota.

In ciascuna fattura devono percio’ risultare tante basi imponibili e tanti importi Iva quante sono le aliquote applicate.

Ai fini dell’applicazione dell’imposta, l’aliquota Iva da applicare sugli oneri accessori imponibili è la stessa dei beni principali: se le aliquote sono due o più, gli oneri accessori imponibili sono soggetti alle diverse aliquote in proporzione al valore dei beni principali:

occorre, quindi, per lo meno teoricamente, ripartire gli oneri imponibili per determinare con precisione la base imponibile relativa a ciascuna aliquota.

Sconti e abbuoni

Gli sconti accordati dal fornitore all’acquirente sono di due tipi:

–        Sconto concesso al momento della vendita e rilevato in fattura (sconto di magazzino);

–        Sconto concesso in un momento successivo alla  vendita (sconto cliente).

Nel primo caso lo sconto è INCONDIZIONATO: viene operato direttamente, al momento di quantificazione della fattura di acquisto, o contabilizzando il costo al netto dello sconto o contabilizzando il costo al lordo e separatamente lo sconto concesso. In fattura viene sottratto dall’imponibile prima di calcolare l’IVA.

Nel secondo caso lo sconto è CONDIZIONATO: viene riconosciuto in un momento successivo alla fatturazione e viene documentato fiscalmente con l’emissione da parte del venditore di una nota di accredito, che contabilmente andrà a rettificare per l’acquirente il debito di fornitura, l’IVA a credito e il costo d’acquisto (rettifica indiretta).

Lo sconto condizionato spetta al cliente quando rispetta una delle condizioni contrattuali previste (solitamente il pagamento per contanti). Lo sconto è concesso “a condizione” che il pagamento avvenga, ad esempio, in contanti alla consegna (tipico caso di “sconto cassa”).

L’IVA si calcola sul prezzo pieno perché al momento della fatturazione non è noto se lo sconto spetterà o meno all’acquirente, salvo poi, al verificarsi della condizione, procedere a rettifica con nota di variazione.

Quando una fattura viene pagata per un importo inferiore si ha un abbuono attivo. Contabilmente e fiscalmente è un conto di rettifica di costo. In bilancio compare nel costo della produzione con segno negativo. Ai fini IVA si può ricevere o meno nota di accredito, essendo una facoltà e non un obbligo del venditore emettere la nota di variazione.

 

Arrotondamenti importi in fattura

Occorre esprimere tutti gli importi da “pagare o contabilizzare” (imponibile, Iva, totale fattura, ritenuta d’acconto, …) in centesimi di euro. Tali importi (inclusa l’Iva) verranno arrotondati secondo le regole previste dalla legislazione (al centesimo di euro per eccesso se il terzo decimale è uguale o maggiore di 5 o per difetto se minore).

Per l’indicazione sul documento dei prezzi unitari, è possibile utilizzare un numero di decimali superiore a due (che sarà tanto più opportuno quanto più bassi sono i prezzi unitari in lire).

 

Tipi di Fattura

In base alle modalità di emissione le fatture possono essere classificate come segue:

 

Fattura immediata
deve essere emessa entro lo stesso giorno in cui l’operazione viene effettuata.

In tale caso non è obbligatoria l’emissione del documento di trasporto. Per i soggetti tenuti all’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, la fattura può sostituire tali documenti a patto che venga emessa contemporaneamente alla consegna del bene e dell’ultimazione della prestazione.

E’ necessaria per le prestazioni di servizi e i versamenti di anticipi.

 

Fattura differita
può essere emessa in alternativa alla fattura immediata solo in riferimento a cessione di beni mobili con consegna accompagnata da apposito documento di trasporto o bolla di accompagnamento (se prevista) o ricevuta fiscale o scontrino opportunamente integrati. La fattura differita deve contenere anche l’indicazione del numero e della data del documento di trasporto o altro documento accompagnatorio della merce e deve essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello della consegna o spedizione

Altri tipi di Fattura

Fattura integrativa

deve essere emessa tutte le volte che l’ammontare dell’imponibile o dell’imposta debba essere rettificato per qualsiasi motivo (aumento, errori, inesattezze ecc)

(Vedi note di variazione)

Autofattura

Fattura che l’imprenditore emette su se stesso in esemplare unico nelle seguenti ipotesi:

I.                     per omaggi

II.                   per autoconsumo (per esempio quando i beni acquistati nella sfera dell’impresa professionale, passano al godimento personale)

III.                  autofattura-denuncia (quando non si riceve fattura entro 4 mesi dalla data di effettuazione dell’operazione, oppure per ricevimento di fattura irregolare)

IV.                per acquisti di carburante (scheda carburante)

L’iva relativa deve essere versata entro 30 gg. dal quarto mese e deve essere annotata nel registro Iva acquisti.

La scheda carburanti

E’ un documento sostitutivo della fattura di acquisto e serve a certificare l’acquisto di carburante presso gli impianti di distribuzione.

Deve essere istituita per ciascun veicolo a motore utilizzato dall’impresa.

Esempio di modello:

¨ Mese

Anno……………………….                                               Periodo :                                ………………..

¨ Trimestre

ACQUISTI DI CARBURANTE PER AUTOTRAZIONE

(D.P.R. 444/1997)

Titolare ………………………………………………………………………………………………………….

domicilio fiscale …………………………………………………………… partita IVA ……………………….

(via, n. e località)

Dati dell’automezzo …………………………..                                  Km …………………….

(n. targa o telaio)                                                            (alla fine del mese o trimestre)

Spazio riservato all’esercente l’impianto di distribuzione

Data del rifornimento

Prezzo del carburante

Timbro

(ditta, denominazione, ragione sociale o cognome e nome del distributore, ubicazione dell’impianto)

Firma

       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
Dati da riportare sul registro degli acquisti
Imponibile       …………………………. Data di registrazione  ………/………/………
Iva indetraibile ……..%     …………………….. N. protocollo attribuito …………………..
Iva detraibile   ………%     ……………………..

 

 

 

Fattura pro-forma

La fattura proforma e’ un documento utilizzato soprattutto nel commercio estero, al fine di far ottenere al cliente delle aperture di credito dagli istituti bancari. E’ un documento identico nella sua forma e nel suo contenuto alla fattura definitiva. Puo’ essere rilasciato dal venditore per accompagnare una offerta di merce contenente calcoli e informazioni che saranno confermati nella fattura definitiva. La fattura pro-forma (poco usata e senza valore ai fini fiscali) non è una vera e propria fattura, ma una sorta di anticipazione di una fattura che verrà emessa in un secondo momento.

 

Parcella

La parcella è il documento utilizzato dai liberi professionisti e dagli studi professionali, e’ equiparato alla fattura ed espone le spese e le competenze relative ad una prestazione professionale. Viene emessa ad effettivo pagamento del corrispettivo da parte del cliente, con ritenuta d’acconto Irpef del 20%

Il contributo previdenziale del 2%, da versare alle casse di categoria, dal 1995 concorre a formare la base imponibile Iva, ferma restando l’esclusione da Irpef e ritenuta.

Il 4% del contributo Inps (in totale del 10% con altra copertura previdenziale, del 13% senza altra copertura) puo’ essere addebitato in fattura, in tal caso fa parte della base imponibile Iva, Irpef e Ritenuta

Esempio di Parcella

totale compensi                                     800,00

+addebito contributo previdenziale 4%                32

+c.i. 2% su 832 (ex L.29/1/86 n.27)                         16,64

+Iva 20% su 848,64                                               169,73

———-

totale                                                     1.018,37

-Ritenuta d’acconto Irpef 20% su 832                  166,40

======

851,97

 

 

Note di variazione (note di accredito e di addebito)

Si tratta di documenti emessi per sistemare errori o concedere abbuoni.

La casistica riguarda errori materiali di redazione della fattura, sconti condizionati, resi per merci non conformi, annullamento e risoluzione del contratto.

Per le variazioni in aumento dell’imponibile e dell’imposta e’ obbligatoria una vera e propria fattura integrativa.

Per le variazioni in diminuzione, da cui deriva una diminuzione dell’imponibile e/o dell’imposta, non c’e’ obbligo fiscale di variazione, in pratica il venditore puo’ emettere o una nota di accredito con regolarizzazione Iva (o nota di variazione Iva), oppure una  nota di accredito senza regolarizzazione Iva.

Se errore in difetto

obbligo nuova fattura con IVA

Se errore in eccesso

nota di accredito con o senza rettifica IVA

 

Nota di accredito

La nota di accredito è il documento di rettifica redatto dal venditore per stornare, totalmente o parzialmente, importi precedentemente fatturati ad un cliente, ad esempio resi di merce o errori sui prezzi esposti in fattura.

Nota di addebito

La nota di addebito, invece, è il documento emesso dal venditore quando ha la necessità di integrare importi esposti in una fattura precedentemente emessa, ad esempio un prezzo inferiore a quello concordato con il compratore

Le note di variazione sono, a tutti gli effetti, fatture di storno, per cui devono essere registrate e numerate come le fatture. Nel caso si desideri utilizzare una numerazione separata, si renderà necessario l’utilizzo di un apposito registro iva delle note di credito emesse (o ricevute) e quindi istituire un apposito registro riepilogativo delle liquidazioni.

 

Ricevuta fiscale

La ricevuta fiscale e’ un documento di certificazione degli incassi emesso da alcune categorie di operatori (ad esempio, artigiani), in caso dicessioni di beni o prestazioni di servizi per le quali non sia obbligatoria l’emissione della fattura, per esempio nei confronti dei privati.

E’ alternativa allo scontrino fiscale, quindi puo’ essere emessa quando non funziona il registratore di cassa.

Contiene l’indicazione delle operazioni effettuate e il relativo importo versato dai beneficiari di tali prestazioni. L’importo che appare sulla ricevuta fiscale rilasciata ai clienti è comprensivo di IVA.

Casi possibili di emissione sono: in caso di somministrazione di pasti e bevande, in rifugi alpini, agriturismo, vagoni ristoranti; nel caso di falegnami, estetisti, barbieri, parrucchiere, idraulici, noleggiatori di beni mobili.

La ricevuta fiscale deve essere emessa per ciascuna operazione in duplice esemplare, una copia deve essere consegnata al cliente.

Le caratteristiche che distinguono la ricevuta fiscale sono:

  • ditta, denominazione e ragione sociale, nome e cognome se persona fisica, domicilio fiscale o sede legale, numero di partita Iva dell’emittente;
  • natura, quantità, qualità dei beni e servizi oggetto dell’operazione;
  • ammontare dei corrispettivi al lordo dell’Iva.

La ricevuta fiscale viene emessa compilando modelli predisposti dalle tipografie autorizzate dal Ministero delle finanze che devono identificare l’acquirente che abbia compilato per iscritto il modulo di richiesta del blocchetto.

L’acquirente dei modelli prestampati deve, entro il giorno non festivo successivo a quello di acquisto e  e comunque prima della loro utilizzazione, registrare i moduli di ricevuta in apposito registro di carico o in un’apposita sezione del registro iva acquisti o vendite.

Modello di ricevuta fiscale unificata

I soggetti emittenti possono utilizzare dall’1.1.93, il modello di ricevuta fiscale unificata, vale a dire una ricevuta fiscale che, a richiesta del cliente, contiene i dati per diventare fattura a tutti gli effetti, cioe’ i dati relativi all’imponibile e all’imposta relativa (in pratica è una ricevuta fiscale con lo scorporo del corrispettivo pagato.

Quando il cliente chiede la fattura, questa puo’ quindi essere sostituita da un modello bivalente, la “fattura-ricevuta fiscale” che deve riportare anche la partita iva dell’emittente, del cliente, il numero progressivo interno, la scomposizione del corrispettivo globale (indicando imponibile, aliquota  e iva)

I modelli di ricevuta fiscale unificata sono predisposti dalle tipografie autorizzate dal Ministero delle Finanze in base all’art. 11 D.M. 29.11.1978. Le tipografie devono imprimere sui documenti il numero di autorizzazione ministeriale unitamente ai dati identificativi della tipografia stessa.

La ricevuta fiscale o la fattura – ricevuta va rilasciata all’atto di ultimazione della prestazione, indipendentemente dal fatto che il corrispettivo sia stato pagato in tutto o in parte.

Sulle ricevute (non sulle fatture) o sulle note di spesa di importo superiore ai 77,47 euro va applicata la marca da bollo.

  

   Modello di ricevuta fiscale unificata

                         
                         
     

 RICEVUTA FISCALE – FATTURA
Legge 30/12/91 n. 413 – D.M. 30/03/1992

   
   

Logo

Intestazione

   
                 
     

 

 RICEVUTA FISCALE    
                 
     

 

 FATTURA (RICEVUTA FISCALE)    
   

venditore 

             
      AAA

     
                         
                   
      Numero      
                   
      Data      
                         
    Spett.le Sig.  (cliente):              
                         
    Ditta      
                         
    Residenza o domicilio      
                         
   

QUANTITA’

NATURA E QUALITA’ DEI BENI E SERVIZI

IMPORTI IVA INCLUSA

   
             
             
             
             
   

DETTAGLIO IVA

ALIQ. IVA

IMPONIBILE

IMPOSTA

CORRISPETTIVO
PAGATO
     
             
    CORRISPETTIVO
NON PAGATO
     
       
   

TOTALE EURO

 

   
                         
                         
                         
                         
                             

Scontrino fiscale

E’ un documento di certificazione degli incassi emesso dalle imprese, in caso di vendite e/o lavori svolti, nei confronti dei privati. E’ alternativo alla ricevuta fiscale.

Viene emesso mediante il registratore di cassa, una apposita apparecchiatura capace di “immagazzinare” in memoria i dati relativi alle varie cessioni e di produrre, a fine giornata, uno scontrino riepilogativo giornaliero.

Lo “scontrino parlante” e’ uno scontrino fiscale integrato con l’indicazione del codice fiscale o partita Iva del cliente. E’ idoneo a documentare le spese ai fini delle imposte dirette e sostituisce il ddt ai fini della fatturazione differita.

I negozianti sono obbligati per legge, unitamente ai beni ceduti, a rilasciare uno scontrino fiscale che deve essere conservato fin dopo l’uscita dal negozio. o in spacci interni, nonché per le . Deve essere emesso al momento del pagamento del corrispettivo, ovvero al momento della consegna del bene o dell’ultimazione della prestazione se tali eventi si verificano anteriormente al pagamento. esercizi di alimenti e bevande (qualora non soggette a ricevuta fiscale).

Lo scontrino fiscale, deve obbligatoriamente contenere le seguenti indicazioni:

  • ditta, denominazione o ragione sociale dell’emittente;
  • numero di partita IVA dell’azienda emittente e la località in cui ha sede l’esercizio di vendita;
  • prezzi dei singoli articoli venduti e l’ammontare totale della vendita
  • data, ora di emissione e numero progressivo;
  • logotipo fiscale, numero di matricola del misuratore fiscale.

Esempio:

BAR ITALIA
Via Milano 13 – Roma
P.IVA : 00000000000


Bibita        Euro 1,29
Caffè         Euro 0,83
Paste         Euro 0,93
__________________
Totale       Euro 3,05

TOTALE CONTANTI  Euro 3,10
RESTO                          Euro 0,05

05-09-03         CASSA 1
SCONTRINO N. 1.170
MF AT 54506087

 il logotipo fiscale e’  formato da un’associazione stilizzata delle lettere M (misuratore fiscale) seguito da caratteri alfanumerici risultanti dal decreto di approvazione del modello di apparecchio misuratore e dal suo numero di matricola.  La parola “logotipo” indica la rappresentazione grafica di una sigla in modo da darle maggiore espressività rispetto al normale accostamento di caratteri tipografici

Per i cosiddetti scontrini interni, gli stessi devono riportare la dicitura “non valido ai fini fiscali”.

REGISTRAZIONE

 

            FATTURE

                        Obbligo di conservazione

            CORRISPETTIVI

Termini e modalita’ di registrazione

Ventilazione dei corrispettivi

 

Registrazione fatture

Tutte le fatture emesse devono essere annotate sul registro delle fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione e con riferimento alla data della loro emissione, tenendo conto delle seguenti scadenze:

  • entro 15 giorni dalla data di emissione, se si tratta di fatture immediate;
  • entro il termine di emissione della fattura stessa, se si tratta di fatture differite.
  • entro 60 giorni per le registrazioni con macchine elettrocontabili decorrenti dalla data di emissione delle fatture (Cir. Min. n.503028 del 16.09.1975).

Ad esempio, una fattura immediata emessa il 3 maggio, deve essere registrata entro il 18 maggio; mentre una fattura differita emessa il 4 aprile, in riferimento a merce spedita il 29 marzo, deve essere registrata entro il 15 aprile.

E’ da tenere presente, però, che per il calcolo dell’IVA a debito di un determinato mese, si fa riferimento al mese di consegna o spedizione della merce e non alla data di registrazione della fattura differita.

Le fatture vanno annotate in ordine cronologico, indicando i seguenti elementi:

2.data di emissione;

3.numero progressivo di emissione;

4.indicazione del cliente (nominativo o ragione sociale);

5.imponibile distinto per aliquota;

6.IVA distinta per aliquota.

Nel caso di operazioni non imponibili od esenti, come ad es. le fatture intra-Ue e le esportazioni, al posto dell’IVA va indicato il titolo di inapplicabilità ed il relativo articolo di legge.

Obbligo di conservazione
Le fatture emesse devono essere conservate ai fini tributari per un periodo minimo di 5 anni, mentre ai fini civilistici le relative scritture devono essere conservate per 10 anni.
Tali termini possono essere prorogati in casi particolari, per esempio in caso di accertamento notificato ma non ancora definito, per mancata presentazione della dichiarazione dei redditi, ecc.
In caso di utilizzo di sistemi ottici, fotografici o computerizzati è possibile non conservare i documenti emessi in originale a patto che si sia in grado di riprodurre su carta in qualsiasi istante il documento. Resta comunqe l’obbligo di conservazione delle fatture ricevute.

 

Registrazione dei corrispettivi (art.24 dpr 633/72)

La registrazione dei corrispettivi va operata distintamente con riferimento sia all’aliquota applicabile, all’ammontare complessivo dei corrispettivi delle operazioni non imponibili, alle cessioni ai viaggiatori stranieri (art.38 quater decreto Iva) e alle operazioni esenti.

Deve provvedersi alla loro registrazione con riferimento al giorno in cui le operazioni sono effettuate, entro il giorno non festivo successivo. Entro il mese successivo a quello in cui è stata effettuata l’operazione dei corrispettivi realizzati da sedi secondarie, o altre dipendenze che non vi provvedono direttamente.

Termini e modalita’ di registrazione dei corrispettivi

E’ stato stabilito che se i corrispettivi vengono documentati mediante emissione dello scontrino fiscale, la registrazione prescritta può essere effettuata, anzichè giornalmente, con un’unica annotazione mensile, entro il 15 del mese successivo, allegando al registro gli scontrini di chiusura giornaliera, questa misura e’ stata estesa anche ai contribuenti che rilasciano la ricevuta fiscale.

Ventilazione dei corrispettivi (dm 24.2.1973)

Riguarda esclusivamente i commercianti al minuto di prodotti alimentari e dietetici, igiene personale, prodotti farmaceutici.

Presuppone la vendita di beni soggetti ad aliquote Iva differenti. Comporta la registrazione dei corrispettivi delle operazioni imponibili senza distinzione di aliquote. Comporta la ripartizione dell’ammontare dei corrispettivi ai fini dell’applicazione delle diverse aliquote proporzionalmente agli acquisti dei beni destinati alla vendita. Condizione necessaria: gli acquisti diversi dai beni destinati alla rivendita non devono superare il 50% del monte acquisti totale.

Esempio:

Acquisti di beni destinati alla rivendita complessivi Euro 1.000,00

di cui    Euro 200,00 al 4%

Euro 300,00 al 10%

Euro 500,00 al 20%

In percentuale gli acquisti al 4% risultano essere il 20% sul totale (200 : 1.000 = X : 100), gli acquisti al 10% risultano essere il 30% (300 : 1.000 = X : 100), gli acquisti al 20% risultano essere il 50% (500 : 1.000 = X : 100).

le percentuali determinate (incidenza) si applicano alla globalità dei corrispettivi registrati nel mese o nel trimestre.

Ad esempio, a fronte di corrispettivi, lordo iva, conseguiti per Euro 10.000,00, si ha:

Aliquota 4%  Euro  2.000,00

Aliquota 10 % Euro 3.000,00

Aliquota 20% Euro 5.000,00

Procedere successivamente allo scorporo dell’Iva. Ottenuta l’iva complessiva, da questa si detrae l’iva degli acquisti registrati nel periodo (anche quella dei servizi). Verificare se a debito o credito.

Attenzione: il procedimento indicato è valido solo ed esclusivamente per il primo mese o trimestre di riferimento. Nei periodi successivi, agli acquisti dei beni destinati alla rivendita del periodo, si devono sommare quelli registrati nel periodo precedente.

Per l’Iva annuale la stessa deve essere ventilata con tutti gli acquisti di prodotti destinati alla rivendita con tutti i corrispettivi incassati nell’anno solare.

 

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